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Il secondo dopoguerra e la ripresa economica

La ricostruzione iniziò dall'Ospedale Chiarenzi; il cantiere del ponte, sostituito nel periodo 1945-51 da un ponte di barche gettato dal genio militare, fu aperto il 1° luglio 1949, dando lavoro a parecchi disoccupati dell'epoca. Il manufatto fu inaugurato il 9 settembre 1951 ed esiste tuttora. Qualche anno dopo le strade principali vennero asfaltate e, con l'aumento dei mezzi di trasporto pubblico e privato, furono favoriti gli scambi commerciali, essenziali per il rifiorire del mercato settimanale.

Nuove sedi scolastiche vennero costruite, anche per offrire occupazione ai lavoratori, specialmente nei mesi invernali, e nel contempo si organizzarono corsi serali gratuiti di recupero per i giovani; presso la Direzione Didattica venne fondata la Biblioteca scolastica con un buon numero di volumi di varia cultura. La campagna riprese il suo ruolo fondamentale, allargando e migliorando le colture ortofrutticole, gli allevamenti e la produzione di latticini. Nel 1952 si inaugurò la prima "Festa della Mela", e, qualche anno dopo, si mise in palio una "mela d'oro" per il miglior produttore; ancora oggi vi partecipano grandi "Consorzi Ortofrutticoli", nati a Zevio in quegli anni.

Nelle sagre annuali di luglio (s. Toscana) e ottobre (Festa della Mela), ricoprono un posto di spicco attrezzi e macchine agricole, insieme con prodotti di artigianato; l'ex-municipio ospita mostre (anche personali) di pittura, scultura, ferro battuto e fotografia.

Nel 1954-55 si effettuarono i lavori per la nuova recinzione della peschiera del Castello, con un cantiere di disoccupati: l’acqua venne completamente tolta per una pulizia straordinaria e radicale, anche dalle bombe che vi erano cadute un decennio prima; la storica "piera del pesse" venne trasferita sul terrazzino occidentale del Parco della Rimembranza.
 
La parrocchia di Zevio riapriva la Scuola di cucito, già attiva negli anni Trenta e appoggiata dall'allora parroco don Arcadio Merlini; negli anni Sessanta e Settanta dava avvio alla costruzione della Casa Alpina di Spiazzi, nel comune di Caprino Veronese, di una nuova scuola materna nel terreno donato da Giovan Battista e Giuseppina Meneghini, e del Centro Giovanile.

Nei primi anni Sessanta Zevio vide già realizzate le seguenti opere: case popolari, una centrale idroelettrica, un acquedotto per tutta l'area comunale, rete di distribuzione del gas metano e ben sette edifici scolastici nuovi. Mentre si attivavano altri laboratori, intorno a Zevio e Santa Maria (e in seguito a Campagnola), si riscontro un notevole sviluppo edilizio.

In questi ultimi anni si è registrata una lieve flessione nel numero dei laboratori di artigianato; in compenso si conta su tre attività industriali piuttosto importanti e che possono avere alcune prospettive di ulteriore sviluppo. Si sta inoltre concludendo il completamento della superstrada Verona-Rovigo-Adria e degli svincoli ad essa collegati.

Nel 1990 la sede municipale è stata spostata nel Castello, il cui quadriennale restauro conservativo ha ridato solidità e bellezza ad un simbolo del paese.

 


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